Ti capita di avere mal di piedi o scarpe che si rovinano troppo in fretta?
Quando sei sul lavoro, le tue scarpe non sono un semplice accessorio: ti proteggono, ti danno stabilità e fanno la differenza tra una giornata pesante e una giornata… insopportabile.
In questo articolo ti spieghiamo come prendertene cura al meglio, con i consigli del nostro esperto e 5 buone abitudini che allungano la vita delle tue scarpe da lavoro e migliorano la tua.

Pulizia quotidiana
“Molti materiali usati in cantieri e laboratori sono corrosivi o hanno una base acida, che nel tempo tende a danneggiare la pelle e la gomma delle scarpe da lavoro. Quindi dopo il lavoro è bene pulire le scarpe con un panno e una spazzola morbida.”
Per le parti in gomma puoi utilizzare una spazzola in setole, che ti permette di eliminare polveri, fango e detriti incastrati nella suola. Per le parti in pelle o in tessuto come la tomaia, è meglio utilizzare una pezza umida. Se lo sporco persiste, aggiungi anche una punta di sapone neutro e delicato, meno aggressivo sulla pelle delle tue scarpe.
Ricorda sempre di lasciare asciugare bene le scarpe prima di riporle in un luogo chiuso, l’umidità è un gran nemico!
Asciugatura corretta
A proposito di non lasciare le scarpe umide, è sempre importante asciugare le vostre scarpe dopo un lavaggio o dopo averci sudato tutto il giorno. “Ma attenzione: le parti in gomma e in pelle si seccano se esposte direttamente a fonti di calore. Non lasciatele sotto il sole o sul termosifone ad asciugare.”
Prova così: lasciale asciugare in un luogo riparato e ben ventilato e metti dei fogli di giornale dentro ciascuna scarpa per assorbire l’acqua anche dall’interno. Le tue scarpe dureranno di più ed eviterai il rischio di micosi dei piedi.

Piccoli accorgimenti quotidiani
“Non sopporto vedere gente che si sfila le scarpe senza slacciarle, per poi indossarle nuovamente allacciate. Così si perde la forma della scarpa e il tallone si distrugge!”
Sfilarti le scarpe senza slacciarle le rovina nella zona del tallone e le fa durare meno. In più, una scarpa sformata non ti sostiene bene, e a fine giornata lo senti… anche nelle ginocchia o lungo la schiena.
Se proprio non vuoi perder tempo con i lacci quando sei al lavoro, perché non provi delle scarpe slip on o con chiusura in velcro? O in alternativa, portatevi dietro un calzascarpe: vi permette di infilarle e sfilarle senza problemi, senza stressare e sformare una zona già sottoposta a continuo sfregamento.
Utilizza trattamenti specifici
“Una parte che spesso molti non seguono della manutenzione è l’utilizzo di prodotti specifici: sono tutti importantissimi per allungare la vita di ciascun componente delle vostre scarpe, dal detergente che usate per pulirle alla frequenza con cui impermeabilizzate la tomaia.”
Andiamo con ordine. Internamente, potete utilizzare deodoranti antibatterici per eliminare l’odore e proteggervi dalle micosi. La suola, lo spunterbo e le altre parti in gomma come dicevamo possono esser pulite con una spazzola e un prodotto detergente non aggressivo. La tomaia (ovvero la parte superiore di una scarpa) può esser fatta in materiali diversi: pelle, microfibra, tessuti tecnici o un misto di tutti e tre. Ciascun materiale o tessuto richiede un prodotto specifico. Per un tessuto tecnico o sintetico basta utilizzare un detergente delicato (lo stesso usato per lavare la suola andrà bene), mentre per la pelle si dovrà optare per creme e trattamenti impermeabilizzanti periodici.
Quando sostituirle
Anche con la miglior cura, tutte le scarpe da lavoro hanno una “scadenza”. In condizioni di uso intenso e quotidiano, il consiglio del nostro esperto è quello di sostituirle all’incirca ogni 6 mesi, per non perdere le proprietà impermeabili o le certificazioni di sicurezza.
Ma come capire se una scarpa è arrivata al capolinea? Ecco alcuni segnali che dovresti imparare a riconoscere:
- Suola troppo liscia o consumata: senza scanalature si perde il grip della scarpa, un po’ come succede agli pneumatici della tua auto. Il rischio di scivolare su superfici lisce o oleose aumenta, quindi bisogna subito correre ai ripari.
- Cuciture danneggiate: se vedi che le cuciture o le colle che tengono insieme gli elementi che compongono la tua scarpa iniziano a consumarsi, è meglio cambiare scarpa prima che si strappi o apra del tutto. Anche un piccolo strappo può compromettere il potere idrorepellente di una scarpa e il tuo piede rischierà di bagnarsi.
- Cedimenti strutturali: lo sfregamento continuo può consumare i materiali, soprattutto nelle zone del tallone, della punta del piede e nella zona di piega. In questi casi la sostituzione è necessaria per evitare dolori e fastidi.
- Dopo un infortunio o impatto: se la scarpa subisce un forte schiacciamento sulla punta o la suola si perfora o si spacca in qualche modo, allora il loro compito è stato portato a termine con successo. La scarpa ha protetto il tuo piede dall’infortunio ed è ora che venga rottamata.
Conclusione
👉 Alla fine, prenderti cura delle tue scarpe significa prenderti cura di te stesso.
Perché la sicurezza parte dai piedi, ma arriva fino alla tua salute, alle tue giornate, al tuo benessere.